13 aprile 2017

Duna litoranea

Nel territorio del parco è compresa una fascia costiera sabbiosa che si estende, in lunghezza, per circa 22 km, partendo dalla scogliera calcarea del promontorio del Circeo, appena sotto Torre Paola, proseguendo oltre il territorio del parco (che termina in località Capoportiere) fino a Torre Astura. La spiaggia è formata da sabbie sottili e, alle spalle di essa, si innalza il cordone dunale che raggiunge una altezza massima di 27 m e le cui sabbie presentano una rigogliosa vegetazione. Le Dune ospitano diverse specie di piccole piante, come arbusti e cespugli, i quali offrono un habitat ideale per moltissime specie animali tra cui tassi, volpi e piccoli coleotteri.

L’ambiente costiero dunale è un ambiente particolarmente difficile: le alte temperature, le lunghe siccità, il terreno poco fertile e i forti venti rendono difficile la sopravvivenza delle specie vegetali, che si sono così dovute adattare: troviamo così piante con foglie piccole, o addirittura aghiformi. Queste piccole piante, più vicine al mare, all’apparenza poco significative, sono invece fondamentali per la sopravvivenza della duna: il giglio e la gramigna ad esempio con la loro stessa presenza attenuano la forza del vento; le loro radici riescono a formare un fitto reticolo sotterraneo che blocca la sabbia e rafforza la duna, permettendo così anche ad altre specie di sopravvivere.

duna sabaudia litoranea

Foto di Alessandro Armellini

Tali piante, che sono riuscite ad adattarsi a vivere in questo luogo così inospitale, sono dette “pioniere” perché, come veri e propri coloni, sono state i primi abitanti di questi luoghi difficili e hanno creato un ambiente ospitale per altri organismi viventi. Procedendo dal mare verso l’interno troviamo, man mano, specie sempre più sviluppate, come il ginepro e il lentisco. Sul retroduna, le condizioni cambiano: l’azione del vento, schermata, si attenua progressivamente e il suolo diventa più profondo e più fertile. Possono così crescere veri e propri alberi: il pino di mare e il leccio, per esempio, che vengono però sostituiti, sulle sponde dei laghi, da pioppi e frassini, oltre che da salici.

La primavera è il momento in cui la duna del Circeo si mostra vivacemente colorata da numerosissime e profumate fioriture, ma anche le altre stagioni dell’anno offrono interessanti spunti di visita. In inverno, per esempio, si possono fare, complici anche le frequenti giornate serene, delle lunghe passeggiate sulla spiaggia, che appare costellata di conchiglie e su cui sono evidenti le tracce lasciate dagli animali di passaggio come gabbiani e volpi; in autunno, invece, non di rado si può assistere al volo di formazioni di uccelli che si spostano da un lago all’altro o si possono osservare le cosiddette “barchette di San Pietro”, meduse simili a piccole barche a vela, che rendono la spiaggia di colore azzurrino.

La delicatezza di un ambiente dunale di recente formazione ha ovviamente bisogno protezione, e per evitare i danni causati dal calpestio dei numerosi frequentatori della spiaggia, sono state predisposte passerelle in legno che consentono di accedere alla spiaggia senza danneggiare la vegetazione; la sommità della duna è invece percorsa da una strada che, per un tratto, in corrispondenza del lago dei Monaci, è percorribile solo a piedi o in bicicletta.

Fonte, Wikipedia